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La città di Gravellona Toce appartiene a: Regione Piemonte - Provincia del Verbano Cusio Ossola

Economia

Gravellona, per la sua posizione geografica e per la ricchezza d'acqua, aveva le caratteristiche ideali per favorire i primi insediamenti industriali. Nel 1844 nacque la filatura PARIANI e nel 1866 il cotonificio FURTER.
Nel 1912, in una relazione, il commissario di governo del regno d'Italia scrive che nella ditta "Guidotti e Pariani" lavorano 300 operai e nel cotonificio "Furter" 500 operai ,a dimostrazione del notevole sviluppo industriale raggiunto.

Maestranze della Ditta Lanfranchi

Contemporaneamente alle industrie tessili si sviluppa la lavorazione di marmi e graniti estratti nelle cave della zona: la ditta Cirla, fondata nel 1847, contava 60 operai; quella dei fratelli Lanfranchi 30 operai ed altre ditte che occupavano complessivamente 100 operai. Una delle principali attività a cui era dedita la popolazione del nostro paese era l'allevamento del bestiame a cui era collegato lo sfalcio dei prati per ricavare il fieno che serviva a nutrire il bestiame durante l'inverno. Per rilevare l'importanza che avevano I agricoltura e l'allevamento possiamo ricordare che anche le famiglie Furter Pariani e Cirla possedevano grandi stalle e, nel periodo della fienagione, alcuni operai venivano utilizzati nel lavoro dei campi.

Case per Operai e Impiegati

Già da allora gli industriali Furter, Pariani e Cirla dimostrarono di avere notevoli aperture sociali tanto da costruire case popolari per i loro dipendenti.
Nel complesso della ditta "Guidotti e Pariani" sorgeva addirittura un convitto che ospitava le ragazze provenienti da paesi lontani, gestito dalle suore.

Centrali Elettriche

Con la prima guerra mondiale il problema delle fonti di energia divenne impellente e rese necessario ricorrere allo sfruttamento dei bacini d'acqua ossolani.
Con la possibilità di trasportare energia elettrica a distanza non erano più necessari i singoli impianti disseminati lungo i corsi d'acqua, ma potevano essere costruiti grandi impianti centrali che distribuivano l'energia elettrica su tutta la zona. Alla fine degli anni '20 gran parte dell'elettricità prodotta nelle valli ossolane arrivava a Gravellona da dove veniva distribuita anche negli stabilimenti della Valle Strona.

La Ferrovia

Racconta Don Angelo Ferrari nel suo libro:
La sua costruzione ha creato la guerra a Pedemonte perché il terrapieno allestito troncava la strada maestra recante al cimitero. Le donne coraggiose , di notte, scendevano con picchi e pale e buttavano per aria tutto; una specie di tela di Penelope. I carabinieri ne fecero di corse, ma le donne impavide cedettero solo dinanzi alla locomotiva sbuffante. Composero anche una canzone il cui ritornello era questo: "La ferrovia non ha da passar".

Panorami

Allo sviluppo industriale fece seguito un costante aumento delle popolazione e il conseguente sviluppo edilizio che ebbe il suo culmine negli anni '60, quando anche il nostro paese fece capo al flusso migratorio proveniente dal sud.

I Ponti

A Gravellona si hanno notizie di un ponte in legno già nel 1584, restaurato nel 1766, che collegava le due sponde del torrente Strona. Con la costruzione della strada del Sempione (1801-1805), fu edificato il ponte che crollò nel 1968. Era molto solido, fatto in granito, mai messo in pericolo dalle piene fino ad allora. Il suo crollo fu dovuto al cedimento del riparo per cattiva manutenzione.
Il ponte sul Toce fu costruito nel 1888 ed anche questo fu travolto dalla terribile piena del 1968.

Corso Sempione (1793)

La strada napoleonica del Sempione realizzata a partire dal 1793 diede impulso allo sviluppo della Gravellona moderna. La via metteva in comunicazione Milano con la Svizzera e sul suo tracciato, nel nostro paese sorsero locande per viaggiatori, stazioni per cavalli e carri addetti al trasporto delle merci: infatti l'albergo Sempione offriva alloggio per le persone e stallazzo per gli animali.

La Crociera

La crociera è il punto nodale di Gravellona, dove si intersecano la via del Sempione e quella che dal lago d'Orta porta al lago Maggiore; strade che ricalcano il tracciato delle antiche vie: la FRANCISCA, già SETTIMIA al tempo dei Romani, proveniente da Genova, Borgomanero, Omegna; la CURRULA proveniente dalla Lombardia passando per Arona e Feriolo.
Solo la Francisca proseguiva nella valle Ossola per accedere ai valichi alpini.